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INTERVISTA ALLE CELEBRI “SAILOR SCOUTS”

Il “Sailor Scouts” è un team di ragazze dedicato all’eSports e in particolare a Overwatch!
La maggior parte delle giocatrici della  squadra hanno giocato insieme per la prima volta a Meltdown Montreal e si è sviluppata un’amicizia e una chimica che le hanno portate a formare un vero team per crescere insieme e affacciarsi al mondo competitivo!

(づ .◕‿‿◕.) づ

Riportiamo la conversazione della nostra Francesca che ha intervistato le ragazze, molto carine e disponibili.

 

F: Potreste descrivere brevemente chi siete, come avete formato il vostro team (dove vi siete conosciute, come avete scelto il vostro nome etc.) e da quando partecipate ad eventi competitivi?

S: Siamo il team Sailor Scouts, una squadra femminile di Overwatch che si è formata a Montréal quasi un anno fa. La nostra squadra è composta da:

IDDQT – Stephanie Yan
Fabulous – Véronique Bouffard Mixy – Mélissa Beaubien SurlySheep – Sara Hum Tachikoma – Naeda Samedy Arthur Quake – Camille McWilliams Calypso – Camille Poirier Idkmonkey – Laurence Fleury Stargazer – Elizabeth Leavitt

È stata Stephanie (aka IDDQT), una delle due co-fondatrici, a suggerire il nome della squadra. Dovevamo iscriverci ad un torneo locale al bar di esports Meltdown. Le prime ragazze della squadra a quel tempo si conoscevano già da qualche settimana, visto che noi eravamo praticamente le uniche ragazze a frequentare il bar. Abbiamo stretto amicizia velocemente anche grazie alla nostra passione comune: Overwatch.

A Stephanie è venuto in mente il nome “Sailor Scouts” spontaneamente, la stessa sera durante la quale abbiamo deciso di formare una squadra vera e propria. Il nome si ispira a Sailor Moon, il noto anime giapponese le cui protagoniste sono delle giovani donne forti e indipendenti che si alleano in nome dell’amore e della giustizia. Abbiamo deciso di tenere questo nome visto che rispecchia i valori che per noi sono fondamentali per la nostra organizzazione.

F: Qual è la cosa migliore del far parte di una squadra femminile di esports?

S: La libertà di poter fare le cose in maniera diversa e a modo nostro.
Vi faccio un esempio: in un panorama competitivo come il nostro, è difficile trovare un team che ispiri abbastanza fiducia da poterci indurre a farne parte con l’obiettivo di evolversi sul lungo termine. La maggior parte dei giocatori semi-professionisti del Québec, in media, non restano più di 6 mesi all’interno della stessa squadra, a volte per conflitti di idee, altre volte perché i giocatori migliori ricevono offerte da squadre di più alto calibro. Ma visto che Overwatch è un gioco che richiede un buona dose di simbiosi quando un giocatore decide di andarsene la squadra fa un passo indietro, spesso fatale.

Dalla nostra prospettiva, questo è stato un problema sul quale abbiamo voluto lavorare. Nonostante siamo ancora un team relativamente giovane, siamo comunque uno dei più longevi nel Québec. Sailor Scouts è stato creato con l’obiettivo di rimanere, per questo il nostro modo di organizzarci è completamente diverso da quello degli altri team di esports.

Innanzitutto, abbiamo deciso di lasciare alle nostre giocatrici la libertà di poter partecipare allo sviluppo e alla crescita delle Sailor Scouts. Il team appartiene a ciascuna di noi e rispecchia i traguardi di ognuna. Lavoriamo insieme per raggiungere i nostri traguardi, e cerchiamo di evolverci per raggiungere gli stessi obiettivi. In effetti siamo state in grado di creare un’organizzazione che ci rispecchia e in cui ognuna di noi ha un ruolo. Certo, non siamo al sicuro dall’ipotetica perdita di un membro della squadra, ma abbiamo perlomeno avuto la possibilità di mettere in atto delle soluzioni al problema che ci darebbero la possibilità di agire su ciò che riteniamo necessario. Questa libertà non è direttamente condizionata dal fatto che siamo un team femminile, ma se non avessimo la possibilità di gestirci da sole nel modo che vogliamo molte cose non sarebbero state possibili.

F: Quali sono i vostri progetti per il futuro? Mirate a diventare un team professionale?

S: Certo! Il nostro desiderio è quello di continuare a evolverci e migliorare per poter diventare un giorno un team professionale di esports, ma anche di più! Ci piacerebbe condividere la nostra passione, incoraggiare altre ragazze a lanciarsi negli esports, sostenere della cause che ci stanno a cuore…il nostro lavoro è appena iniziato! (ridono) [ Nota di Francesca: hanno organizzato un fundraiser per il cancro al seno <3]

Ci piacerebbe anche avere la possibilità di pagare le nostre giocatrici per il tempo che dedicano al progetto Sailor Scouts. Non si tratta di una pratica molto comune nel mondo degli esports semi-professionali, ma in quanto organizzazione a noi sembra fondamentale. Tutte le nostre player lavorano a tempo pieno oltre all’allenarsi più volte a settimana e siamo coscienti del fatto che si tratta di sforzi e sacrifici enormi, perciò se potessimo offrire un aiuto in senso monetario lo faremmo ben volentieri. Nel passato abbiamo già organizzato una campagna di socio-finanziamento per poter partecipare a dei tornei, e continueremo su questa strada. In questo modo le nostre giocatrici potrebbero anche beneficiare di un “rimodernamento” del materiale (computer, monitor, mouse, tastiera, etc). Abbiamo già in mente un progetto che avrebbe il potenziale di risolvere questi problemi e che, entro qualche anno, ci permetterebbe di venire in aiuto ad altre giocatrici che fanno parte della nostra community…ma i dettagli verranno comunicati tra un po’!

F: Domanda inevitabile: come ci si sente a competere essendo un team femminile? Pensate di venire trattate diversamente proprio perché il vostro team è composto da ragazze?

S: Noi crediamo che ogni squadra che desidera competere negli esport a livello professionale debba dare sempre il 100%, non importa chi sono gli avversari. È un concetto che ci ha spiegato la manager di una squadra che ammiriamo molto, il team Mirage, e che abbiamo integrato nel nostro modo di pensare. Sfortunatamente però è capitato alcune volte che delle squadre decidessero di non prendere sul serio le partite contro di noi. Queste persone credono di non aver niente da perdere, probabilmente sono convinti che in caso di sconfitta possono giustificarsi dicendo che non si sono impegnati, e in caso di vittoria è comunque soddisfacente. Senza rendersene conto, però, perdono tanto.

A noi importa poco il verdetto di questi match: per noi si tratta di un motivo in più per allenarci. Per noi essere le migliori significa molto più che vincere un torneo o un match. E su questo punto siamo molto esigenti!

F: Tutti abbiamo purtroppo sentito parlare del Gamergate*, e dell’odio che spesso le ragazze ricevono solo perché giocano. In questo senso, vi è mai capitato di ricevere molestie o di venire trattate male?

S: Alcune persone, senza necessariamente essere malintenzionate, ci hanno in effetti detto che non capiscono il perché di un team femminile. Noi invece crediamo che la domanda sia piuttosto “E perché no?”. Ci saranno sempre persone che tenteranno di convincervi che un dato posto non vi appartiene, e questo in qualunque ambito della vita. Noi tentiamo sempre di concentrarci soprattutto su chi crede in noi e su chi può esserci d’aiuto. E in ogni caso, ogni critica giustifica lo sforzo di tentare di introdurre le ragazze al mondo degli esport. Noi non possiamo vincere tutte le battaglie da sole ma con altre ragazze potremmo farlo!

F: Cosa vorreste dire alle ragazze che giocano agli eSport e che vorrebbero creare o far parte di un team competitivo?

S: FATELO! Non pensate al resto. Se davvero avete questa passione che vi permette di divertirvi per ore senza accorgervi del tempo che passa, buttatevi!

Se non avete esperienza nel mondo competitivo, provate a entrare in una squadra e datevi il tempo di imparare quel che dovete imparare senza aver paura di sbagliare. Restate umili, accettate le vostre debolezze e lavorate per migliorarle.
Rimarrete sorprese di scoprire che non siete le sole a voler passare al livello successivo e se non riuscite a trovare esattamente il tipo di organizzazione che fa per voi createne una e reclutate! Ma siate esigenti nella scelta dei vostri compagni o delle vostre compagne di gioco: la strada è lunga per tutti.

F: Secondo voi il mondo dei videogames e degli eSports sta cambiando? In particolare, le ragazze sono più accettate?

S: Le donne sono sicuramente più presenti rispetto al passato, ma c’è ancora un grande disequillibrio. Incrociamo ancora troppe poche ragazze quando giochiamo online, ed è un peccato. In realtà poi la maggior parte degli uomini che ci circondano sono felici di condividere la loro passione con noi. Riceviamo un enorme appoggio da parte della community e abbiamo l’impressione che ci sia il reale desiderio di vedere più ragazze giocare in questi ambiti.

F: Dove potremo vedervi competere prossimamente?

S: Al momento ci stiamo allenando per partecipare alla Lan ETS 2018, la più grande Lan party del Canada che avrà luogo alla Place Bonaventure di Montréal il prossimo inverno. Le date ufficiali non sono ancora state comunicate ma presto lo saranno.

F: Volete dire ancora qualcosa ai nostri lettori?

S: Se siete delle giocatrici o dei giocatori competitivi di Overwatch, vogliamo conoscervi! Seguiteci sui social e su Discord e non esitate a contattarci sulla nostra pagina Facebook per qualsiasi domanda!

Discord : https://discord.gg/DJQdRxW
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